Renault 5 Gt Turbo - Passione Sportive 80/90

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Se non vi soffermate sulla tipa in primo piano, noterete che c'è anche un'auto.
Anche se per molti, magari bisogna dire il contrario: c'è anche una donna.
Giratela come volete, ma quello che scatena questa immagine è passione. Per le donne, per le auto.
E l'auto in questione è una di quelle che la passione te la accende, di botto.
Nata negli anni 80 si è contesa il mercato delle piccole bombe con la Uno Turbo (qualcuno le chiamava anche Bare). E' stata una lotta durata anni, e che si è riaccesa negli ultimi tempi. Ed ancora continuerà negli anni a venire.
Storie da bar, sfide a “chi ce l'aveva più lungo”, gare casello-casello. Per l'epoca, raggiungere i 200 km/h era una cosa non da poco. E la Gt Turbo ci riusciva. E lo faceva con grinta, fascino ed ignoranza. Un mix eccitante e pericoloso. Vantava un motore 1.4 turbo a carburatore, rigorosamente doppio corpo. Il primo modello uscì con 115 cv e si aggiudicava lo stacco 0-100 km/h in 8 secondi.
Ovviamente senza aiuti alla guida, senza aria condizionata, servosterzo, esp, ecc.. C'erano 115 cv (120 la phase 2) montati su una scatoletta di poco più di 800 kg di peso, con ruotine da 13, che al giorno d'oggi non vengono montate neanche sulle citycar. Triangolare, bassa, forse delle bombette di quel periodo era quella con più tenuta di strada, proprio per la forma. Non può non piacere. Dopo 30 anni esprima ancora un fascino incredibile. E con quel profumo di benzina rossa che entrava nell'abitacolo, si mescolava all'odore dei sedili e delle plastiche. Quegli odori particolari, che ogni macchina ha, come un segno distintivo che la fa riconoscere. Arrivavi in garage, e quando la vedevi ti veniva il sorriso. Trovavi un'amica, pronta a farti divertire, sempre fedele, a volte (o spesso) capricciosa e con i suoi problemi. Ma noi l'abbiamo amata anche per quello. E bastava salirci che i capricci erano perdonati. Ancora oggi, noi appassionati, ci perdiamo nei ricordi, magari ci dissociamo dalla realtà ammirandola in silenzio per diversi minuti, imbambolati. Ma che ci volete fare? Forse siamo un po' troppo nostalgici e romantici. Ma chi le ha provate, vissute, provato i limiti, stretto le chiappe dalla paura, non può che accennare un compiaciuto sorriso al ricordo.

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