Peugeot 205 Rallye - Passione Sportive 80/90

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Siamo alla fine degli anni 80.

La Peugeot, con in tasca le vittorie nel mondiale rally nel 1985 e 1986 con la sua 205 Turbo 16v (mostro esagerato) decide di dare ai propri clienti una versione di 205 un po’ particolare. Da affiancare alle 205 GTI 1.6 e 1.9, crea una 205 senza fronzoli. Spartana. Nuda e cruda. Niente alzacristalli elettrici, niente climatizzatore, niente fendinebbia, niente chiusura centralizzata, niente cerchi in lega. Niente di niente. Sedili, volante, telaio e motore. E’ la 205 Rallye. Esteticamente si riconosce dai cerchi in ferro verniciati di bianco, dallo spoilerino sul portellone posteriore, dai colori Peugeot sulla mascherina e sul portellone, dalla scritta “205 Rallye” in rosso sugli inserti in plastica nel montante posteriore dove c’è la bocchetta per il rifornimento. Sedili avvolgenti, moquette rossa e cinture di sicurezza rosse. Ed era disponibile solo nella colorazione bianca. Se già così non ti viene voglia di correre…

Si rivela essere un’auto dal carattere corsaiolo (ed infatti verrà presa ed impiegata nei rally gruppo N), divertente e cattiva. Al posto del motore ad iniezione (1.6 e 1.9 impiegato nelle versioni GTI) la 205 Rallye monta un 1.3 con 2 carburatori doppio corpo, che sviluppa una potenza di 103 cv. Considerando il peso ridotto e l’assenza di accessori, la maneggevolezza ne ha un grandissimo beneficio. Il che si traduce in puro divertimento.

Questa, secondo me, è un’altra di quelle auto con un’anima. Di quelle che ti trasmettono emozioni, dalle quali scendi con un sorrisone idiota perché ti sei divertito come un matto. Di quelle che ti viene voglia di tirare il freno a mano ad ogni rotonda, di fare lo scemo ad ogni semaforo, di fare fuori un pieno di benzina al giorno. Puro spirito di quegli anni, solo divertimento. Niente telefoni, niente whatsapp, niente social. "Ci troviamo alla tale ora nel tale posto, e poi qualcosa ci inventeremo. E poi ci troviamo domani sera nel mio garage che facciamo 2 modifiche"… e si faceva l’alba… Chi mai è tornato a casa deluso?
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